lunedì, 01 settembre 2008
Un augurio a Roberto De Zerbi ceduto in prestito all'Avellino

Lascia Napoli Domizzi, arriva al suo posto Aronica
postato da: Misiu alle ore 19:16 | Permalink | commenti
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lunedì, 01 settembre 2008
Il tabellino di Roma Napoli porta ancora una volta il suo nome.
La stella di Marekiaro Hamsik brilla anche all'Olimpico.
Un inserimento delizioso che porta ad un primo colpo di testa deviato sulla traversa e poi la rovesciata che vale il gol dell'uno a uno.
Lippi in settimana aveva mandato Peruzzi per constatare le condizioni di Blasi e Maggio e fare un pensierino a Santacroce, forse ancora un pò troppo emotivo per meritarsi la Nazionale.
Battute finali per l'attacco argentino dove Lavezzi appare in forma ma ancora troppo poco cinico per abbattere le speranze romane e Denis sembra avere poca confidenza con il gol.

postato da: Misiu alle ore 10:27 | Permalink | commenti
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sabato, 26 luglio 2008
Dopo 14 anni la grande N azzurra torna a porre la sua ombra nel territorio europeo.
Eliminando il Panionios il Napoli entra in coppa Uefa, seppur dalla porta secondaria e ai preliminari ma, tanto basta per fare festa sugli spalti di un  San Paolo col vestito delle grandi occasioni,  adornato a festa com'è da oltre 60000 presenze.
Dopo l'uno a zero guadagnato in terra di Grecia grazie al gol rapinoso dell'urugagio Bogliacino, il Napoli tra le mura amiche si limita a controllare la gara con molta calma.
Aggli azzuri mancano per ininfortuni vari:  Mannini, Zalayeta, Lavezzi ( con l'olimpica argentina), Santacroce, Rinaudo e Lavezzi ( con l'olimpica argentina aPechino).
Così cade tutto sulle spalle dei  nuovi Denis e Maggio il peso di portare il Napoli in aria di rigore.
Ma il gol arriva ed è frutto del " vecchio" Hamsik, bravo a sfruttare un ponte aereo di Denis imbeccato a sua volta da quel prodigo furetto di nome Inacio Pià che Reja manda in campo quando vuole scombussolare i piani tattici e sorprendere i greci grazie all'abilità del brasiliano nell'uno contro uno.
Uno a zero  e la partia finisce lentamente per fare spazio alla festa del ritorno del Napoli in Europa
postato da: Misiu alle ore 22:36 | Permalink | commenti
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lunedì, 16 giugno 2008

Se fate una festa, ricordatevi di non invitare i croati.

Era questo il promemoria del gruppo b che si è concluso stasera con le due partite  Austria-Germania e Croazia-Polonia.

La nazionale di Bilic è l’unica infatti a chiudere con 9 punti e ha preso a schiaffi tutti i partecipanti, dai padroni di casa l’Austria (quando perfino il Portogallo ieri ha concesso i tre punti alla Svizerra), ai conoscenti ( due sberle alla Germania) fino ad arrivare ai lontani parenti (uno schiaffo pure ai polacchi). In chiave Italia questo fa ben sperare magari anche gli arancioni di Van Basten vorranno fare gli antipatici e non lasceranno briciole a nessuno battendo anche i romeni.

Altra storia invece è quell’ austriaca, nazionale divertente fin dal principio che ha visto i suoi tifosi impegnati in un referendum per chiedere il ritiro anticipato causa manifesta inferiorità fino a questi obbligatori 360 minuti giocati. Per tre partite gli austriaci si sono riversati a testa bassa nella metà campo avversario cercando di rimontare un gol, cosa che è riuscita solo contro la Polonia grazie ad un rigore opinabile, ma di sicuro l’impegno non è mancato. Tra le loro fila si segnalano Ivica Vastic, autore dell’unico gol austriaco all’europeo che gli è valso una fornitura di birra a vita, Grygory Garics, infaticabile terzino destro che gioca nella nostra serie A con la maglia del Napoli  e infine Keinest, prototipo dell’attaccante sfortunato, suo zio fu uno degli ultimi giocatori austriaci a battere la Germania, lui ci mette tanto impegno e un improbabile taglio di capelli che richiama le creste biancorosse dei supporter viennesi. Già si è detto della Croazia mentre poco si può dire della Germania che han fin qui svolto il suo compitino in maniera esemplare passando il turno grazie a una fiondata di Ballack.

Da bocciare invece la Polonia, che perde anche l’ultima partita ma non ci mette cuore e coraggio che erano le uniche cose richieste dai tifosi.
postato da: Misiu alle ore 21:52 | Permalink | commenti
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giovedì, 12 giugno 2008

A Vienna in una giornata di crocevia storici e vitali scende in campo la Polonia contro i padroni di casa dell’Austria.
Una partita non qualunque per gli uomini di Leo Beenhakker che in giornata hanno appreso la notizia della morte del loro ex compagno Adam Ledwon (sembra trattarsi di suicidio ma le indagini sono ancora in corso).

Lì dove Sobieski salvò la cristianità secoli or sono e dove la sua statua è eretta in ricordo di un lontano eroismo, accompagnata dal premio nobel per la pace Lech Walesa, toccava oggi a 10 polacchi ( e a un brasiliano) portare avanti il desiderio di rivincita di una nazione.

Nel pomeriggio la Croazia abbatteva la Germania e si annunciava una giornata panslavica che vedeva l’Austria come vittima predestinata.

Strategie di Marketing o altro, ma di fatto Austria e Polonia sono due nazionali con lo stesso sponsor tecnico (dagli orribili numeri pixellati) e dalle divise molto simili.

Con l’altra padrona di casa, la Svizzera, già eliminata Puma e Uefa vorrebbero cautelare il panda austriaco il più possibile per via degli interessi.

Altro conto è invece la partita dove per una ventina di minuti il rigore austriaco si schianta contro le mani e le gambe del portierone Boruc che blocca davvero tutto.

Poi l’imprevisto slavo, rappresentato da Rogerski Guerriero (discendente burocratico  di quell’Olisadebe del mondiale nippo coreano) trova il gol insperato.

Uno a zero e partita chiusa davvero perché l’austria è capace di tutto tranne che di far gol.

La Polonia sostenuta dai suoi numerosi e calorosi tifosi giochicchia senza mai riuscire ad affondare e si rende pericolosa solo grazie ad un calcio di punizione.

La partita dovrebbe finire qui ma un arbitro inglese trova il modo di complicare le cose fischiando un rigore discutibilissimo che il trentottenne Ivica Vastic segna al terzo minuto di recupero.

Uno a uno e il crocevia storico e seppellito dal potere del Marketing mentre sulla statua di Sobierski appare un’amara smorfia.

Ora la Polonia andrà a cercarsi la qualificazione contro la Croazia, mentre l’Austri appende le sue speranze alla sfida con la Germania.

Tutto è possibile ma anche no.
postato da: Misiu alle ore 22:03 | Permalink | commenti
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mercoledì, 11 giugno 2008
Mourinho, per stupire, alla pima conferenza stampa in italiano da allenatore dell'Inter
mostò di conoscere il significato della parola Pirla
Donadoni invece conosceva già da molto tempo quella parola

Il Milan sul fronte portieri ha individuato una possibile alternativa a Kalac nella figura del numero uno greco agli europei,  Antonis Nikopolidis.
In via Turati si sono espressi favorevolmente in vista di un possibile ingaggio, definendo il portiere ellenico come un giovane di belle speranze che potrà maturare in rossonero, diventando il secondo di Zoff
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categoria:inter, mourinho, donadoni
lunedì, 09 giugno 2008

Euro 2008. gli orange fanno una spremuta degli azzurri


Questione di piglio, di atteggiamenti.
Questione di sudore e di voglia di vincere.
Insomma è un po’ tutto quello che è mancato stasera all’Italia di Donadoni al suo esordio negli europei di calcio.
I paesi bassi prendono a calci i campioni del mondo.
Donadoni e Van Basten compagni nel Milan e oggi allenatori delle rispettive nazionali ma chi stava più attento durante le lezioni di tattica?
Facile pensare a qualche distrazione del nostro allenatore durante le sedute con Sacchi mentre Marco prendeva appunti, il secondo gol olandese è un azione di manuale del calcio per gli orange e da disastro totale per gli azzurri che per intenderci su quell’azione si trovano ad avere Totò di Natale come difensore.
Critiche che il servizio pubblico non può muovere visto che deve trasmettere altre due partite di questa nazionale senz’anima ma che ci aspettiamo almeno dal c.t.
Non potrà dire che è stata una bella partita, un mea culpa ci starebbe pure, ma piuttosto dovrà riuscire a motivare un gruppo che più bastonato non si può, roba da telefono azzurro.
Una difesa ballerina che non ha forma e trova il suo apice nel estremo disagio di Materazzi nel ritrovarsi di fronte Kuyt e gli incubi di Liverpool.
Si dovrà anche collocare Panucci e ricordagli che può essere leader in questa difesa così come si potrà mettere in campo dal primo minuto Grosso.
Reiventare un centrocampo non sarà cosa facile ma ripresentare il centrocampo del Milan in debito d’ossigeno e povero di impostare nelle figure di Gattuso Gennaro e di Ambrosini.
Scatenare Toni aspri è un po’ troppo facile dopo la prima partita.
Scrivere un bell’articolo sarebbe doveroso come sarebbe anche doveroso da parte degli azzurri vestire con dignità quella maglia che rappresenta una nazione in un momento difficile, cosa che loro non stanno minimamente provando e che Donadoni dovrebbe ricordargli.

Tirata d’orecchi anche alla Gazzetta dello Sport che nel suo supplemento settimanale nello spazio dedicato agli europei presentava il tricolore italiano come un caposaldo lombardo.
Secondo loro il bianco e il rosso sono il simbolo di Milano e il verde il colore degli Sforza in un interpretazione storica Milano centrica da parte di chi a Milano ha redazione e clienti.

 

Ultime notizie dal ritiro della nazionale polacca.Altra tegola per Beenhakker Apprensione per lo stato di salute di Zurawski, sostituito da Roger Guerriero nell'intervallo del primo tempo. Il capitano della nazionale avrebbe subito un serio infortunio e potrebbe aver già finito la sua esperienza a Euro 2oo8
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categoria:italia, polonia, olanda, polska, donadoni, calaiò, zurawski
lunedì, 09 giugno 2008
LA POLONIA BIS BATTE LA POLONIA

La Germania dei polacchi Miroslaw Klose e Lukasz Podolski batte due a zerro la Polonia del brasiliano Rogerski Guerreiro.
Immaginate allora il meccaniscmo imbastito da Leo Beenhakker

Artur Boruc 7 Nessuna colpa sui due gol, grande intervento su Ballak

Marcin Wasilewski 6 Attivo

Michał Żewłakow 5,5 duella bene con Klose nonostante qualche incertezza difensiva

Jacek Bąk 6 vivacchia di esperienza

Paweł Golański 5 indecifrabile

Wojciech Łobodziński 6,5 tanta quntità e tiene su finchè può, certo se i suoi tiri fossero più pericolosi--

Dariusz Dudka 6 Meglio come diga che nell'impostare, il suo gran lavoro  perde di lucidità

Mariusz Lewandowski 6 fa esattamente tutto quello che può

Maciej Żurawski 6 un occasione e un quasi gol, se il suo tiro fosse entrato sarebbe stata un'altra partita. in realtà è il giocatore che più soffre le direttive di Beenhakker, snaturato tra centrocampo e attacco diventa etereo

Jacek Krzynówek 7 polomon e e anima della squadra, tanto impeto e coraggio!


Euzebiusz Smolarek 4 si vede solo in un gol annullato epr fuorigioco, da uno che si chiama Eusebio ci si aspetta di più, esile fantasma di un attacco che rimpiange Klose, Podolski e Acquafresca.

Roger Guerreiro 6,5 un secondo tempo interessante, smista palloni con grande visione, salta l'uomo e tocchi di classe, un giocatore da tenere d'occhio

Lukasz come hai potuto? voto 8, il polacco di Germania è impeccabile anche quando non festeggia una doppietta all'europeo, nel Bayern è chiuso da Toni, salvate questo talento puro!


domenica, 08 giugno 2008

Jesteśmy zawsze tam, gdzie nasza Polska gra

saremo sempre là dove la nostra Polonia giocherà

Euro 2008
Germania Polonia stasera 20 45 in campo

Confronti diretti della Polonia contro la Germania:  11 sconfitte 4 pareggi

riuscirà Leo Benhakker, l'olandese volante chiamato sulla panchina polacca a ribaltare al situazione?

Al quota Snai vede la Polonia a 75, solo l'Austria quotata 100 è data peggio


I giornali polacchi in patria hanno già preparato un vero e proprio clima di guerraniemcy_oburzenie_okladki280_kopia






Fakt e altri hanno  affidato a Leo benhakker il compito di giustiziare i rivali di sempre, i tedeschi, e di portare a Varsavia le loro teste in copertine fin troppe eplicite

La partita è tesa, il clima anche

uomo da tenere d'occhi: Zurawski, l'esperto cannoniere affiancato a Smolarek potrà essere una spina nel fianco della difesa teutonica

Aggiornamenti dopo la partita

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categoria:polonia, polska, euro 2008, benhakker, zurawski
domenica, 18 maggio 2008

“Lo scudetto visto dal basso” non  deve essere poi questa gran bella cosa come potrebbero pensare i giocatori di Livorno, Empoli e Parma, loro che sono così lontani dai titoli di gloria dei giornali di questi giorni.

“Lo scudetto visto dal bass”o è un anno di invidia, soprattutto se il titolo te lo vengono a vincere in casa dopo 18 anni di serie A conditi da 8 coppe. Così il Parma saluta lo “scudetto visto dal basso” dopo un anno altalenante di una squadra partita partita con Mimmo Di Carlo, diventato famoso per un siparietto a calci in culo con Baldini (allora tecnico del Catania) e sarà stata questione di destino, o forse di educazione e /o galateo ma entrambi hanno finito la stagione anticipatamente con l’ esonero. Parma si diceva, i gialloblù recuperano Cristiano Lucarelli dall’Ucraina e puntano ad una salvezza tranquilla ma l’arrivo di  Cuper soprannominato l’hombre vertical (mai soprannome fu più indicato vista qui la caduta libera in classifica) arrivano a ricambiare, a sorpresa,allenatore all’ultima giornata. Fuori l’argentino, dentro Manzo che avrà forse un gran bel cognome ma non ha tempo di assaggiare al serie a che dopo 90 minuti si ritrova in B.

“Lo scudetto visto dal basso” è anche quello del Livorno che è stata la prima squadra in realtà a capitolare. Iniziata la stagione vendendo il suo bomber storico, quel Cristiano Lucarelli dei corsi e ricorsi del Parma, i livornesi si affidano alla Spagna. Alla Spagna di Diego Tristan, bomber da un passato importante, che sul Tirreno diventa sempre più triste e a Ciccio Tavano che aveva già assaggiato la tristezza spagnola nella brutta avventura al Valencia. E non serve nemmeno l’impermeabile giallo del presidente Spinelli impegnato a cambiare Orsi con Camolese e Camolese con Orsi sulla sua panchina. Così i labronici si segnalano con il sempreverde difensore Fabio Galante impegnato a difendersi dalle avanches di Lory Del Santo.

“Lo scudetto visto dal basso” è anche quello dell’Empoli, squadra partita in coppa Uefa con Cagni e dopo una parentesi di Malsani si trova all’ultima giornata a sperare ancora ma senza De Crescenzo.
Tant’è cje la vittoria non gli serve proprio a nulla. Dalle stelle alle stalle e si dimezza così il numero delle squadre toscane impegnate in serie A.

“Lo scudetto visto dal basso” per fortuna sua il Catania lo vedrà anche il prossimo anno.
Gli etnei si salvano all’ultima giornata come all’anno scorso e si segnalano per il siparietto già accennato Baldini- Di Carlo, per giocare con il 4-3-3 e per aver riportato in Italia l’Uomo Ragno Zenga che anche stavolta ha salvato il salvabile.

“Lo scudetto visto” dal basso della Reggina è quello dei bronzi di Riace Cozza e Amoroso, campioni abituati alla polvere della provincia e ai frenetici cambi di panchina, segnalazione speciale anche per Brienza.

“Lo scudetto visto dal basso” per il Torino è un anno di passione: partito con Recoba e Novellino  arriva con De Biasi e Rosina ( il passaggio di testimoni serve a far capire il disagio del tifoso granata).

“Lo scudetto visto dal basso” per il Cagliari invece è stata un’operazione trionfo.
I sardi si salvano con tranquillità dopo aver passato metà campionato sul fondo della classifica e in bilico tra penalizzazione e realtà.
Gli isolani si segnalano anche per una rissa tra giocatori mal gestita dalla società e per la scoperta di un’allenatore come Ballardini.
In realtà si potrebbero segnalare anche per aver affermato che Larrivey è il nuovo Batistuta: l’argentino ha messo ha segno il primo gol all’ultima di campionato. Sono pronto a smentire tutto ma di gol il ragazzo ne deve ancora fare e molti.

“Lo scudetto visto dal basso” del Siena è il trionfo di Beretta e del Big Mac, Maccarone, che mette a segno 13 gol. I bianconeri toscani si segnalano anche per aver fermato la capolista Inter al penultimo turno di campionato lasciando aperta così la lotta per il titolo fino all’ultima giornata. Complimenti per l’impegno.

“Lo Scudetto visto dal basso” della Lazio è un anno di patemi tra Champions League, semifinale di coppa Italia, un derby ammazza scudetto e spinosi rinnovi di contratti per i biancocelesti capitolini.

“Lo scudetto visto dal basso” del Palermo è la solita sinfonia orchestrata da Zamparini in duetto con Colantuono e Guidolin, una squadra di grandi talenti in svendita: Zaccardo, Barzagli e Amauri.

Miccoli, incompreso bomber tascabile del Salento all’ultima giornata segna pure di testa!

“Lo scudetto visto dal basso” ora è per la prima delle neopromosse: a Genova, sponda rossoblù.

Guidati da Gasperini, ammiratore de “l’arte della guerra” e spinti dall’esplosione del neo bomber Borriello, i grifoni si salvano in scioltezza e regalano grandi soddisfazioni ai tifosi del club più vecchio d’Italia.

“Lo scudetto visto dal Basso” qui è per un’altra centenaria, la dea, l’Atalanta, signora squadra che diverte e gioca con bene con il solito gioco delle due fasce di Del Neri.

“Lo scudetto visto dal basso” tocca anche Napoli che torna in serie A, vince e diverte con quei giocatori scugnizzi come Lavezzi, Gargano e Hamsik e quell’allenatore che è sempre in bilico come Reja. A casa Napoli sono cadute le grandi (tranne la Roma) e De Laurentiis, vulcanico presidente non è uno che le manda a dire.

“Lo scudetto visto dal basso” dell’Udinese è una lotta mancata alla Champions diventata una qualificazione Uefa e un Udine che sembra sempre più Sud dall’allenatore siciliano Marino fino ai quattro attaccanti made in Naples: Quagliarella, Di Natale, Floro Flores e Pepe.

“Lo scudetto visto dal basso” della Sampdoria è la Uefa, FantAntonio Cassano e il derby di Maggio diventato 7, un anno da incorniciare e tanto bel calcio a disposizione di Mazzarri.

“Lo scudetto visto dal basso” del Milan è la conquista del Mondiale per club a Tokyo e la crisi del settimo anno con la Champions League, dopo le sei  consecutive partecipazioni alla Lega dei Campioni per ripicca il diavolo il prossimo anno si distrarrà con la coppa Uefa.

“Lo scudetto visto dal basso della Fiorentina” invece è Champions League, o almeno preliminari, per i Prandelli Boys che sono arrivati in semifinale di coppa Uefa ( eliminati dai Rangers di Glasgow, squadra da zero tiri nella porta in 90 minuti). Plauso e merito per i Viola.

“Lo scudetto visto dal basso” è il terzo posto della neopromossa vecchia signora che torna in Champions League e piazza Alessandro Del Piero come re dei bomber del campionato e lo candida per un posto all’europeo. Ottimo anno per il bianconero.

“Lo scudetto visto dal basso”, a soli tre punti, è quello della Roma di Spalletti rimasta orfana di Totti e con il tabù europeo chiamato Manchester United. Polemiche e battute non sono bastate, così nemmeno il bel calcio espresso.

“Lo scudetto visto dal basso” per quest’anno l’Internazionale di Milano non lo vedo proprio, loro se lo mettono sulle magli e festeggiano.
postato da: Misiu alle ore 19:49 | Permalink | commenti
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